Lei, e la mia vita

Quando ho creduto di odiare
non era vero: stavo solo amando.
Quando ho creduto di piangere
non era vero: stavo ridendo.
Quando ho creduto di cedere
non l’ho fatto: c’era lei.

Lei, che mi teneva per mano
ed io mi sentivo imbarazzato.
E in quel momento sentivo
mordermi dentro da un cane assassino;
il mio pensiero andava
dove non si può più tornare.

Lì, dove la vita sprofonda nell’eternità
di un solo piccolo istante,
ero già morto. Morto e non so
per cosa: forse per paura.

Quando ho creduto di cedere
non l’ho fatto: c’era lei.
Quando ho pensato di sprofondare
nell’infinità, ho aperto gli occhi
e il linguaggio strano di esseri
indefiniti mi scorreva davanti
come un fiume in piena.

Poi lei mi ha stretto la mano ancora
e i miei pensieri sono svaniti nel nulla
così come erano apparsi.

Era sempre lei
a darmi la forza di continuare

e quando ho creduto di morire
non era vero: ero vivo;
e quando ho creduto di perdere
non era vero: avevo vinto;
e quando ho creduto di perderti
non era vero: ti amavo ancora di più.

Ma come mostrarti tutto ciò che sapevo
e quello che dovevo ancora conoscere?

Ma, seppur breve, la risposta
l’ho avuta da lei:
ho creduto di odiarti
invece ti amavo;
ho creduto di lasciarti
invece ti amavo ancora;
ho creduto di perderti
ma non è vero:
ti amo sempre più.

 

23.10.1989

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: